Gli schienali hi tech per fare sport, ma non solo

Uno schienale hi tech studiato per lo sport disabile. Un ausilio, che applicato alla carrozzina, permette di svolgere al meglio diverse discipline, dal tennistavolo al sollevamento pesi, dal basket al canottaggio. A testarlo, anche gli atleti delle Paralimpiadi 2016.

Il brevetto è dell’udinese “Tarta Design”, nata cinque anni fa, oggi azienda di riferimento internazionale per questo prodotto. Lo schienale fornisce il miglior appoggio possibile alla schiena degli atleti, favorendo il comfort e riducendo il rischio di sollecitazioni e lesioni. Pensato in modo modulare, con pochi semplici componenti molto resistenti, di ogni vertebra è possibile regolare l’inclinazione con un’escursione di 10°, adattandosi per esempio ai diversi gradi di scoliosi. Anche ogni singola doga è regolabile in inclinazione. Prodotte in alluminio, le doghe possono essere curvate a livello millimetrico per un adattamento ottimale alla persona.

Lo schienale risponde a moltissime esigenze, da quelle estetiche per sedute di tendenza alle problematiche più serie dei diversamente abili. Tutti possono beneficiare di questa innovativa soluzione. Lo schienale può essere montato su qualsiasi carrozzina per trovare la postura ideale, così come sulle sedie andando oltre la disabilità, trovando applicazione per coloro che lavorano o studiano. Al Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato l’ausilio viene testato dai pazienti per le attività quotidiane, grazie al supporto dell’Ausilioteca della struttura. Sono state create quattro taglie, come per gli indumenti: S, M, L, XL, si trova composto con 4 o 5 o 6 vertebre.

Lo schienale unisce la qualità alla bellezza estetica, offrendo alle persone disabili soluzioni all’avanguardia con attenzione anche al design. Il concept dei nuovi modelli, premiato in vari concorsi, prende vita grazie alla stampa 3D per realizzare prototipi che uniscano funzionalità ed estetica. Poi lo schienale, una volta realizzato con i materiali resistenti definitivi, può anche venire graficamente personalizzato, così come hanno fatto diversi atleti paralimpici. Il costo si aggira sui mille euro (rimborsati in Italia dal Servizio Sanitario Nazionale).

 

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