La “casa intelligente”, un sogno che diventa realtà

Un sogno che si realizza e la conquista dell’indipendenza. Le più moderne tecnologie al servizio dell’assistenza alla persona. Un pool di aziende a supporto della disabilità. È  la “casa intelligente che ha sede a Porto Potenza del Santo Stefano Riabilitazione e che ospita tre ex pazienti i quali, dopo oltre 40 anni trascorsi all’interno della sede portopotentina, avranno l’occasione per vivere in autonomia in una casa.

Un’abitazione, realizzata da Santo Stefano partendo dalle esigenze dei tre ex pazienti, seguendo le loro indicazioni e suggerimenti, con la finalità di creare un ambiente adatto a soggetti disabili gravi, testare le loro capacità di vita autonoma a domicilio e per questo dotata di una serie di oggetti smart che faciliteranno le loro attività quotidiane.

Il progetto rappresenta una delle concretizzazioni del più ampio progetto denominato “Pass” (guarda il video) che, con Santo Stefano capofila, ha partner la Regione Marche, Unicam, due centri di ricerca e sviluppo tecnologico (Meccano e Cosmob) e un importante pool di aziende operanti in settori merceologici differenti.

La “smart home” di Giovanni, Marco e Fortunato (i tre ex pazienti che vivono nella casa) è stata arredata, tra l’altro, con una cucina dai pensili e dal piano di lavoro modulabili (si abbassano e si alzano); una poltrona con sensori in grado di monitorare i parametri fisiologici (peso corporeo, pressione arteriosa, frequenza cardiaca, quantità di ossigeno nel sangue) e di integrarsi a una piattaforma di telemedicina per effettuare tele-visite remote in videocomunicazione con il medico. Anche la vasca da bagno ha delle peculiarità modulabili alle esigenze dei tre inquilini.

Per i tre ex pazienti tutto ciò rappresenta un cambiamento “epocale” nella loro vita. Da sempre, a causa di gravi patologie, hanno vissuto all’interno dell’Istituto Santo Stefano, oggi struttura sanitaria leader nella riabilitazione di pazienti con cerebrolesioni o disabilità motorie, in passato clinica che ospitava persone con gravi disabilità congenite, non in grado di vivere in casa con i propri familiari.

Così Giovanni, Fortunato e Marco sono cresciuti nei lunghi corridoi, giocando tra le barelle. Ma, col tempo, è emersa la necessità e il desiderio di diventare autonomi e indipendenza.

La sperimentazione “semiresidenziale a domicilio”

La casa domotica sarà funzionale a sperimentare una “semiresidenzialità a domicilio”, una nuova forma di assistenza che vedrà Santo Stefano assistere Giovanni, Marco e Fortunato in determinate fasce orarie, garantendo gli interventi terapeutici e riabilitativi di cui necessitano.

L’assistenza di carattere medico sarà invece delegata al medico di medicina di base di competenza e l’assistenza sociale agli Uffici del Comune e dell’Asur.

Nel progetto un ruolo importante sarà in mano anche al volontariato che affiancherà Santo Stefano nel percorso di inclusione sociale dei tre ex pazienti con il territorio.

Gli smart objects presenti all’interno della casa:

  • Sistema innovativo di porte per interni;
  • Finestra a schermo liquido;
  • Sensori di movimento;
  • Sistema di regolazione della luce;
  • Sistema di regolazione della temperatura;
  • Interfaccia utente (tasti grafici);
  • Monitoraggio ambientale in remoto;
  • Pannello attrezzato interattivo;
  • Sensore indossabile per monitoraggio parametri vitali;
  • poltrona per il monitoraggio dei parametri fisiologici

 Guarda il video dell’inaugurazione

 

 

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