La Terapia Occupazionale nei bambini cerebrolesi

1375315_449441931843508_1225891291_nNel complesso iter riabilitativo, spesso il team si scontra con deficit cognitivo comporta- mentali che inducono i piccoli pazienti ad una ridotta collaborazione e scarsa motivazione a setting riabilitativi classici motori, ortottici, logopedici e psicologici. Al Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato, sono stati studiati e sviluppati laboratori occupazionali, percorsi ecologici, pratici ludico creativi per ottenere una maggiore adesione al progetto multidisciplinare ed individuare o rendere più fruibili eventuali ausili proposti».

Scopo del lavoro è stato quello di verificare, nel corso degli ultimi due anni, quanti pazienti cerebrolesi in Day Hospital avessero richiesto tale intervento, associato alla riabilitazione classica, e come ciò fosse valido per portatori di disturbi comportamentali, aldilà dell’eziologia di partenza: grave trauma cranico, neoplasia/ encefalite, paralisi cerebrale infantile.

È stato condotto uno studio osservazionale di due anni per pazienti in età evolutiva rico- verati in Day Hospital, il programma ha previsto quattro accessi a settimana per due mesi, tre ore di attività quotidiana riabilita- tiva: motoria, palestra, piscina, psicologica, logopedica, ortottica.

Lo studio è stato condotto reclutando un campione di 27 pazienti su 58, tre per eziologia e fascia di età (infanzia 3-6 anni; preadolescenza 9-12; adolescenza 13-18), con im- portanti disturbi cognitivo comportamentali, poco collaboranti (rifiutavano sedute di trattamento nel 30%), coma grave (GCS inferiori a 8) per le gravi cerebrolesioni acquisite all’esordio; tetradiplegici nelle paralisi cerebrali infantili. Dopo il primo mese, i 27 pazienti sono stati inseriti quoti- dianamente anche nei percorsi di Terapia Occupazionale: i bambini oltre i 6 anni hanno partecipato al gruppo cucina due volte a settimana per 60 minuti, ad una seduta di ortoterapia o di arteterapia, ad un’uscita in esterno con super- visione per reperimento materiali.

Per i più piccoli, sono state previste due sedute di attività strutturate in setting di gioco, una di manipolazione oggetti, un percorso in palestra (la va- lutazione è stata fatta con sca- le: LCF; QI con scale adeguate all’età; DRS; core set ICF-CY stabilito; GAS).

Risultati

Le 16 sedute di Terapia Occu- pazionale, è risultato un incre- mento di performance del 70% (ICF-CY,GAS) e collaborazio- ne anche a setting più formali non eludendo i trattamenti. In nove casi, sono stati identificati ausili per la vita quotidiana (5 posate adattate, 4 adattamenti a computer).

Inoltre, due pazienti hanno ripreso a utilizzare la carrozzina manuale in autonomia in in- terno, una carrozzina elettrica a scuola e con supervisione in esterno.

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